Giuseppe Rao

La tristizia degli uomini e dei tempi

Vita, pensiero e morte di Federico Cammeo

10,00

Autore: Giuseppe RaoAnno: 2019Numero di pagine: 128Collana: Fuori Collana ISBN: 978883200394 Categorie: , , , Tag: , , Product ID: 6673

Descrizione

Il libro è un viaggio alla riscoperta di un geniale giurista ed intellettuale, Federico Cammeo, a ottant’anni dalla sua morte. Nato nel 1872 a Milano, è tra i fondatori del diritto amministrativo e della scienza giuridica italiana, nonché autore delle leggi che hanno regolato la vita del nuovo Stato della Città del Vaticano, istituito nel 1929 con la firma dei Patti Lateranensi. In qualità di avvocato partecipa al processo dello “smemorato di Collegno”, il celebre caso che appassionò gli italiani tra il 1927 e il 1930. Nel testo vengono citati due lavori inediti. Innanzitutto l’ampia relazione ad una conferenza tenuta nel 1904 sul Giappone – paese mai visitato da Cammeo – in cui il giurista descrive e analizza la civiltà nipponica, giungendo a conclusioni controverse. Il secondo riguarda una commemorazione del 1905 del collega costituzionalista Francesco Racioppi, morto prematuramente, in cui disserta sul concetto di “maggioranza”. Nel 1938, vittima delle leggi razziali, Cammeo è costretto a lasciare l’università, perdendo persino il diritto di accedere alle biblioteche. Gli amici, i clienti e i colleghi che l’avevano celebrato come sommo giurista scompaiono, con l’eccezione di Piero Calamandrei. L’anno successivo, Cammeo muore a Firenze. Nel 1941 il figlio si suicida. Nel 1944 la moglie e la figlia maggiore sono deportate ad Auschwitz, da dove non faranno ritorno. L’intento dell’autore è di “preservare dall’oblio la memoria, l’uomo, l’intellettuale, lo scienziato del diritto e il grande italiano, capace di segnare il suo tempo” e che tuttavia fu vittima – per usare parole dello stesso Cammeo – “della tristizia degli uomini e dei tempi”.

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 13 × 21 cm

Estratto

È nostro compito preservare dall’oblio la memoria di Federico Cammeo, uomo, intellettuale, scienziato del diritto e grande italiano, capace di segnare il suo tempo. Lo immaginiamo raccolto tra la quiete dei suoi libri, intento a meditare, chiuso nella turris eburnea del pensiero che gli faceva dimenticare la tempesta.

Giuseppe Rao

È dirigente generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Allievo e collaboratore del costituzionalista Paolo Barile; ha studiato negli Stati Uniti e svolto attività di ricerca in Italia, Francia e Regno Unito. È autore di saggi e articoli in tema di diritto costituzionale, telecomunicazioni, geopolitica, interesse nazionale, politiche industriali e cultura.