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	<title>DNA Archivi - Edizioni di Comunità</title>
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	<description>Libri dal pensiero olivettiano</description>
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	<title>DNA Archivi - Edizioni di Comunità</title>
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<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">157631686</site>	<item>
		<title>I diritti dell&#8217;uomo e la legge naturale</title>
		<link>https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/diritti-dell-uomo-legge-naturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edc1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 08:29:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel momento più buio dell’Europa del secolo scorso, Jacques Maritain esortava l’umanità a credere nella rinascita di un mondo in cui i diritti umani fossero concepiti come parte integrante dell’esistenza spirituale di ciascuno. Alla base di essi c’è infatti il riconoscimento dell’unicità di ogni persona, non solo nel suo essere irripetibile come individuo, ma anche nella particolarità del suo rapporto con la società. Il contributo che ciascuno può dare al bene comune è insostituibile proprio perché unico, e una società che voglia dirsi democratica deve riuscire non solo a conciliare e armonizzare l’apporto di tutti, ma anche a far emergere e valorizzare ciò che ognuno ha da offrire. È questo il senso ultimo dei diritti umani, sostenuto per Maritain da un pensiero autenticamente cristiano e per questo aperto anche alla laicità. Da qui l’invito, valido soprattutto nei momenti di crisi, a considerare i diritti umani come qualcosa da praticare prima ancora che da difendere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/diritti-dell-uomo-legge-naturale/">I diritti dell&#8217;uomo e la legge naturale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edizionidicomunita.it">Edizioni di Comunità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel momento più buio dell’Europa del secolo scorso, Jacques Maritain esortava l’umanità a credere nella rinascita di un mondo in cui i diritti umani fossero concepiti come parte integrante dell’esistenza spirituale di ciascuno. Alla base di essi c’è infatti il riconoscimento dell’unicità di ogni persona, non solo nel suo essere irripetibile come individuo, ma anche nella particolarità del suo rapporto con la società. Il contributo che ciascuno può dare al bene comune è insostituibile proprio perché unico, e una società che voglia dirsi democratica deve riuscire non solo a conciliare e armonizzare l’apporto di tutti, ma anche a far emergere e valorizzare ciò che ognuno ha da offrire. È questo il senso ultimo dei diritti umani, sostenuto per Maritain da un pensiero autenticamente cristiano e per questo aperto anche alla laicità. Da qui l’invito, valido soprattutto nei momenti di crisi, a considerare i diritti umani come qualcosa da praticare prima ancora che da difendere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/diritti-dell-uomo-legge-naturale/">I diritti dell&#8217;uomo e la legge naturale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edizionidicomunita.it">Edizioni di Comunità</a>.</p>
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		<title>Rivoluzione personalista e comunitaria</title>
		<link>https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/rivoluzione-personalista-e-comunitaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edizioni di Comunita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 11:39:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1942 Simone Weil consegna al filosofo e amico Gustave Thibon una borsa piena di carte, pregandolo di “leggerle e averne cura durante il suo esilio”. Sono il suo diario intimo, nel quale, sotto forma di brevi riflessioni e aforismi, si delinea la visione mistica di un mondo in cui il bene e il male sono inestricabilmente intrecciati. Prima opera di Simone Weil tradotta in italiano, <em>L’ombra e la grazia</em> fu pubblicato nel 1951 dalle Edizioni di Comunità e fece conoscere al nostro paese la figura straordinaria di un’intellettuale coerente fino alle estreme conseguenze con il proprio pensiero, che ha consegnato al nostro tempo idee e suggestioni dalle quali è difficile non essere attratti.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Opera fondamentale del filosofo francese Emmanuel Mounier, <strong><em>Rivoluzione personalista e comunitaria</em></strong> riassume l’eredità di lavoro e di pensiero dei primi anni della rivista «Esprit», e del movimento personalista a essa legato. In un momento di grande tumulto e incertezza, tra i due conflitti mondiali, il personalismo poneva l’accento sullo stretto rapporto tra “comunità” e “persona”: la prima non può esistere senza la seconda, e a sua volta la arricchisce e la realizza compiutamente. L’orizzonte di questa relazione è un rinnovamento sociale necessario tanto allora quanto oggi, e ancora rivoluzionario nella sua proposta radicale di un ordine nuovo, che si opponga all’individualismo e all’aridità spirituale del mondo moderno per recuperare una dimensione più alta e più vera di umanità.</p>
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		<title>L’ombra e la grazia</title>
		<link>https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/ombra-e-la-grazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edizioni di Comunita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2021 08:57:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1942 Simone Weil consegna al filosofo e amico Gustave Thibon una borsa piena di carte, pregandolo di “leggerle e averne cura durante il suo esilio”. Sono il suo diario intimo, nel quale, sotto forma di brevi riflessioni e aforismi, si delinea la visione mistica di un mondo in cui il bene e il male sono inestricabilmente intrecciati. Prima opera di Simone Weil tradotta in italiano, <em>L’ombra e la grazia</em> fu pubblicato nel 1951 dalle Edizioni di Comunità e fece conoscere al nostro paese la figura straordinaria di un’intellettuale coerente fino alle estreme conseguenze con il proprio pensiero, che ha consegnato al nostro tempo idee e suggestioni dalle quali è difficile non essere attratti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/ombra-e-la-grazia/">L’ombra e la grazia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edizionidicomunita.it">Edizioni di Comunità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1942 Simone Weil consegna al filosofo e amico Gustave Thibon una borsa piena di carte, pregandolo di “leggerle e averne cura durante il suo esilio”. Sono il suo diario intimo, nel quale, sotto forma di brevi riflessioni e aforismi, si delinea la visione mistica di un mondo in cui il bene e il male sono inestricabilmente intrecciati. Prima opera di Simone Weil tradotta in italiano, <em>L’ombra e la grazia</em> fu pubblicato nel 1951 dalle Edizioni di Comunità e fece conoscere al nostro paese la figura straordinaria di un’intellettuale coerente fino alle estreme conseguenze con il proprio pensiero, che ha consegnato al nostro tempo idee e suggestioni dalle quali è difficile non essere attratti.</p>
<blockquote><p>Per provare una gratitudine pura ho bisogno di pensare che vengo trattato bene non per pietà, o per simpatia, per capriccio, per favore o per privilegio, ma per desiderio di fare ciò che la giustizia esige. Dunque chi così mi tratta si augura che tutti coloro i quali si trovano nella mia situazione siano trattati allo stesso modo da tutti quelli che sono nella sua.</p></blockquote>
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		<item>
		<title>Il compito della filosofia</title>
		<link>https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/il-compito-della-filosofia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edizioni di Comunita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2021 16:55:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ottobre del 1947, un gruppo di intellettuali e politici diversi per orientamento e provenienza, ma uniti dal comune passato antifascista e dalla profonda fede democratica, si riunì al Teatro Eliseo di Roma per discutere l’idea di una federazione europea. Nella loro prospettiva, un’Europa federata era l’unico modo per garantire in futuro stabilità e pace, e per tutelare sovranità e libertà appena riconquistate a caro prezzo. L’ideale federalista non prevalse nella successiva costruzione dell’Europa, ma le parole dei relatori del convegno sono oggi una preziosa testimonianza di quel cruciale e forse irripetibile momento di unità nazionale, che dalle macerie della guerra proiettò la neonata Repubblica italiana tra i paesi fondatori dell’Unione Europea.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>All’eterna domanda sull’utilità della filosofia, Piero Martinetti fornisce una risposta concisa, ma densa di implicazioni civili e morali: soltanto la filosofia, intesa come attività elevata e pura del pensiero, può dare una vera risposta alle crisi che ciclicamente investono l’umanità. Una società che non prende seriamente in considerazione i suoi intellettuali, o li riduce a semplici commentatori dell’esistente, perde infatti di vista l’orizzonte ultimo dell’esperienza umana, che risiede nella dimensione spirituale. Il compito della filosofia è quindi un appello a un maggiore riconoscimento del ruolo dei filosofi, ma anche alla responsabilità che questo ruolo porta con sé, perché quella del filosofo è a tutti gli effetti una missione religiosa volta alla salvezza, alla liberazione e all’esaltazione dell’uomo.</p>
<blockquote><p>Ogni creatura pensante tende con dolore e fatica verso un suo fine e in questo sforzo la sorregge il sogno per mezzo del quale si raffigura la vita e la realtà: questo sogno è la sua filosofia.</p></blockquote>
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		<title>Per l’Europa</title>
		<link>https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/per-leuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edizioni di Comunita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 14:16:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ottobre del 1947, un gruppo di intellettuali e politici diversi per orientamento e provenienza, ma uniti dal comune passato antifascista e dalla profonda fede democratica, si riunì al Teatro Eliseo di Roma per discutere l’idea di una federazione europea. Nella loro prospettiva, un’Europa federata era l’unico modo per garantire in futuro stabilità e pace, e per tutelare sovranità e libertà appena riconquistate a caro prezzo. L’ideale federalista non prevalse nella successiva costruzione dell’Europa, ma le parole dei relatori del convegno sono oggi una preziosa testimonianza di quel cruciale e forse irripetibile momento di unità nazionale, che dalle macerie della guerra proiettò la neonata Repubblica italiana tra i paesi fondatori dell’Unione Europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/per-leuropa/">Per l’Europa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edizionidicomunita.it">Edizioni di Comunità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ottobre del 1947, un gruppo di intellettuali e politici diversi per orientamento e provenienza, ma uniti dal comune passato antifascista e dalla profonda fede democratica, si riunì al Teatro Eliseo di Roma per discutere l’idea di una federazione europea. Nella loro prospettiva, un’Europa federata era l’unico modo per garantire in futuro stabilità e pace, e per tutelare sovranità e libertà appena riconquistate a caro prezzo. L’ideale federalista non prevalse nella successiva costruzione dell’Europa, ma le parole dei relatori del convegno sono oggi una preziosa testimonianza di quel cruciale e forse irripetibile momento di unità nazionale, che dalle macerie della guerra proiettò la neonata Repubblica italiana tra i paesi fondatori dell’Unione Europea.</p>
<blockquote><p>I grandi mutamenti della storia sono sta-ti sempre compiuti in mezzo ai disastri. Sono opera di uomini affamati, di uomini senza casa, di uomini senza scarpe. Nes-sun grande avvenimento storico è stato opera di un popolo felice, di un popolo soddisfatto, contento di se stesso.</p></blockquote>
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		<item>
		<title>L’Europa e gli europei</title>
		<link>https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/leuropa-e-gli-europei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edizioni di Comunita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 16:13:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Su cosa si fonda l’unità dell’Europa e a quale titolo popoli tanto diversi possono definirsi “europei”? La risposta a questa domanda è un viaggio all’indietro nella storia e nella cultura, alla ricerca di un elemento comune che giustifichi l’aspirazione all’unità del nostro continente e il tentativo, lungo ormai quasi un secolo, di realizzarla in concreto. L’Europa è il diritto romano, i capolavori del Rinascimento, il sublime kantiano e i romanzi di Dickens e di Flaubert, ma anche le sanguinose guerre di religione, le miserie dei popoli, l’autoritarismo e le tragedie del Novecento. Come tutto questo si combini in un’unica tradizione è una domanda destinata a rimanere aperta, ma fondamentale per tutti gli europei che in quanto tali vogliono immaginare il proprio futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/leuropa-e-gli-europei/">L’Europa e gli europei</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edizionidicomunita.it">Edizioni di Comunità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Su cosa si fonda l’unità dell’Europa e a quale titolo popoli tanto diversi possono definirsi “europei”? La risposta a questa domanda è un viaggio all’indietro nella storia e nella cultura, alla ricerca di un elemento comune che giustifichi l’aspirazione all’unità del nostro continente e il tentativo, lungo ormai quasi un secolo, di realizzarla in concreto. L’Europa è il diritto romano, i capolavori del Rinascimento, il sublime kantiano e i romanzi di Dickens e di Flaubert, ma anche le sanguinose guerre di religione, le miserie dei popoli, l’autoritarismo e le tragedie del Novecento. Come tutto questo si combini in un’unica tradizione è una domanda destinata a rimanere aperta, ma fondamentale per tutti gli europei che in quanto tali vogliono immaginare il proprio futuro.</p>
<blockquote><p>Talvolta nasce la tentazione di irrigidirsi nel proprio orgoglio continentale e affermare che è esistita una sola civiltà, buona o cattiva che sia: quella europea. Ma la caratteristica forse più saliente della civiltà europea è proprio quella di essere una civiltà aperta, che può ancora imparare ed evolvere, mentre le ideologie non sanno fare altro che compiacersi di se stesse.</p></blockquote>
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		<item>
		<title>La via del Sud</title>
		<link>https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/la-via-del-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edizioni di Comunita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 20:56:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quello stesso sguardo che si posa ammirato su certi paesaggi del Sud Italia, spesso si impigrisce quando prova ad approfondire la questione meridionale e le sue complesse radici. Non è il caso di Riccardo Musatti, che in un saggio fondamentale per chiunque si interessi a questi temi, ricostruisce la genealogia delle tante idee di riscatto del Mezzogiorno sorte in vari ambiti politici e culturali, aprendo infine a una prospettiva diversa: quella di una pianificazione sociale coraggiosa, che pensi l’uomo nel suo ambiente e provi a dare una risposta argomentata e motivata alle esigenze del Sud. Ispirato, tra gli altri, da Adriano Olivetti, di cui fu stretto collaboratore, Musatti crede nel profondo valore dell’urbanistica come sintesi di idee politiche, economiche e sociali in grado di dare un orizzonte ampio e di lungo respiro a un territorio che ha sempre subito un interessamento a singhiozzo. E che dovrebbe essere pensato in una dimensione europea e mediterranea, invece di restringerne i confini in un mitico e spesso idealizzato “Meridione d’Italia”.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Senza un piano, l’esodo dalle campagne investirà città impreparate ad accoglierlo, creerà problemi e incomprensioni e trascinerà nell’avventura, senza riguardo ai reali bisogni, forze umane che avrebbero potuto trovare sistemazione nei loro luoghi di origine. C’è bisogno di molta competenza tecnica, ma anche di molta fantasia e di molta saggezza. La fantasia d’immaginare come le eterne componenti di una comunità potranno trovare una diversa e migliore articolazione, la saggezza di addentrarsi con cautela in un mondo chiuso ma non più dormiente.</p></blockquote>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Vita o morte dell&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/vita-o-morte-delleuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edizioni di Comunita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2020 11:10:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La vera cultura nasce da un atto di consapevolezza verso la vita. Equivale anzitutto ad allargare e approfondire la nostra cognizione dell’uomo e della sua libertà, e a chiederci incessantemente e quasi spietatamente che significato le cose e la vita stessa abbiano.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’ideale di un’Europa solidale, giusta e libera sembra avere esaurito la sua funzione aggregante, lasciandoci al bivio tra due vicoli ciechi: il ritorno ai nazionalismi o il sacrificio di tradizioni e differenze sull’altare di un’unità artificiale. Così, una possibile via d’uscita è percorrere all’indietro i nostri passi e tornare a quel momento di entusiasmo responsabile e coraggioso che ha animato i padri fondatori dell’Europa. Tra questi Denis de Rougemont, che individuava la radice dell’identità europea proprio nella straordinaria peculiarità dei suoi popoli di esprimere valori e visioni del mondo disomogenei. È qui che ha origine la stratificazione culturale che permette all’Europa di definirsi un continente, ed è da qui che si può rilanciare quello che è stato, ed è ancora, il più ambizioso progetto di democrazia mai pensato dall’uomo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/vita-o-morte-delleuropa/">Vita o morte dell&#8217;Europa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edizionidicomunita.it">Edizioni di Comunità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il grande vuoto</title>
		<link>https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/il-grande-vuoto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edc1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2019 11:05:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il grande vuoto è quello che si è progressivamente creato intorno ai fondamenti della democrazia, di cui oggi si cominciano a vedere i dirompenti effetti nella crisi che sta investendo i governi democratici di tutto il mondo. La vittoria sulle dittature e sui totalitarismi del Novecento ha solo rallentato il deterioramento delle istituzioni democratiche, e l’illusione che si fosse trattato di un trionfo definitivo ha condotto a ignorare i segnali d’allarme che i due conflitti mondiali avevano messo in evidenza. I concetti cardine di popolo, libertà e sovranità hanno continuato a svuotarsi del loro significato, risolvendosi oggi in una mancanza di concretezza da parte dell’azione politica e nell’incapacità di avere una visione per il futuro fondata su una filosofia pubblica, ovvero con al centro valori veramente condivisi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/il-grande-vuoto/">Il grande vuoto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edizionidicomunita.it">Edizioni di Comunità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il grande vuoto è quello che si è progressivamente creato intorno ai fondamenti della democrazia, di cui oggi si cominciano a vedere i dirompenti effetti nella crisi che sta investendo i governi democratici di tutto il mondo. La vittoria sulle dittature e sui totalitarismi del Novecento ha solo rallentato il deterioramento delle istituzioni democratiche, e l’illusione che si fosse trattato di un trionfo definitivo ha condotto a ignorare i segnali d’allarme che i due conflitti mondiali avevano messo in evidenza. I concetti cardine di popolo, libertà e sovranità hanno continuato a svuotarsi del loro significato, risolvendosi oggi in una mancanza di concretezza da parte dell’azione politica e nell’incapacità di avere una visione per il futuro fondata su una filosofia pubblica, ovvero con al centro valori veramente condivisi.
</p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/il-grande-vuoto/">Il grande vuoto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edizionidicomunita.it">Edizioni di Comunità</a>.</p>
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		<item>
		<title>Obbedienza e resistenza</title>
		<link>https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/obbedienza-e-resistenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edizioni di Comunita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2019 16:30:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riflettere sulla dimensione politica collettiva e individuale di ogni cittadino è un’esigenza sempre viva in tutte le epoche, ma particolarmente urgente quando i nuovi problemi del presente mettono in discussione i fondamenti della democrazia, evidenziandone i punti critici. Il patto sociale su cui è costruita la nostra idea di Stato si basa infatti sull’obbedienza alle leggi, ma proprio dall’obbedienza acritica all’autorità statale sono nati gli orrori dei regimi totalitari. Per non ricadere negli errori del passato, e assicurare lunga vita alle democrazie moderne, è quindi necessario avere ben chiari i limiti e gli obiettivi che definiscono la libertà del singolo in uno Stato che si professa democratico. Passerin d’Entrèves, filosofo e storico del diritto, invita così a riflettere sul significato ultimo dell’adesione al sistema di valori della democrazia, un sistema certamente lontano dall’essere perfetto, ma che proprio nella sua imperfezione trova spazi vitali e progressivi di libertà.<br />
<strong>DNA, ottobre 2018</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/obbedienza-e-resistenza/">Obbedienza e resistenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.edizionidicomunita.it">Edizioni di Comunità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>“È necessario distinguere tra i doveri che derivano esclusivamente dal nostro essere cittadini e i doveri che riguardano la nostra identità morale, ovvero il nostro essere uomini. Solo se si accetta questa distinzione è possibile evitare il pericolo di moralizzare tutto il Diritto e di rendere lo Stato responsabile non soltanto della nostra sicurezza, ma anche della nostra virtù”.</p></blockquote>
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